Fase 2: le richieste di Fismo a livello regionale e nazionale

Fase 2: le richieste di Fismo a livello regionale e nazionale

“Da ieri è iniziata la “fase 2″ dell’emergenza coronavirus, questo periodo rappresenta per tutte le nostre aziende una fase importante, prima della riapertura, che ci auguriamo avvenga il prima possibile”.

Così Fismo Confesercenti in una circolare a firma del Presidente Fabio Tinti e della Coordinatrice Pina Parnofiello.

“Siamo in procinto – prosegue la circolare – di riaprire in tutta sicurezza, garantendo ai nostri dipendenti ed a tutti i clienti gli standard di sicurezza tramite i presidi stabiliti dalle attuali disposizioni normative. A seguito di un’intensa e proficua collaborazione intercorsa fra tutti i nostri territori, e con i nostri dirigenti nazionali sono scaturite le richieste che la FISMO ha formulato sia a livello nazionale che regionale, qui sotto elencate.

Richieste Nazionali:
1) Liquidità immediata per le imprese attraverso un sostegno a fondo perduto e lo sblocco delle misure attualmente previste.
2) Blocco delle imposte e dei contributi fino al 31.12.20
3) Proroga della sospensione per gli effetti giuridici e le relative conseguenze derivanti dall’atto di protesto dei titoli di credito emessi e in scadenza fino al 31.08.20.
4) Attivare un confronto con le rappresentanze della filiera del settore moda per spalmare i costi derivanti dalle conseguenze della chiusura forzata delle attività e delle sicure difficoltà che si presenteranno alla riapertura.

Richieste Regionali:
1) Attivare immediatamente un tavolo regionale con la partecipazione di Anci per l’annullamento delle imposte locali fino al 31.12.20.
2) Inizio saldi estivi al primo fine settimana di Agosto e limitarne la durata a 30 giorni vietando le vendite promozionali nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi.
3) Prevedere linee di finanziamento per la digitalizzazione delle aziende legate allo sviluppo del commercio on-line”.

“Ci preme sottolineare, inoltre – si legge ancora nella circolare – l’importanza della sanificazione dei locali prevista dal Protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro stipulato da Associazioni Datoriali e Sindacati il 24 aprile, nonché dal documento tecnico dell’INAIL, recentemente emesso sempre in materia di sicurezza sul lavoro. Disposizioni regionali prevedono regole più specifiche ma sempre e solo relative ai locali. Vogliamo inoltre ribadire che in base all’ultimo DPCM, per il settore moda è prevista la sola sanificazione degli ambienti di lavoro che dovrà essere espletata a cura dal titolare con i normali mezzi di igiene idonei allo scopo. Il citato DPCM non prevede in nessun caso la sanificazione dei vestiti indossati in prova e non acquistati dai clienti. A tal proposito si raccomanda di prestare attenzione a specifiche comunicazioni che saranno diramate dalle sedi territoriali Confesercenti ed alle indicazioni in materia emanate dalle singole regioni e dai comuni”.